PSICOTERAPIA per BAMBINI e ADOLESCENTI

LETTERA AI GENITORI SULLA TERAPIA CON I BAMBINI *

 

Cari genitori,

molto più spesso di quanto siamo disposti a pensare i bambini si sentono soli o cattivi o prigionieri. Hanno disperato bisogno di parlare e di essere ascoltati.

 

Quando?

Quando nelle loro famiglie, nella scuola, nel mondo, nelle loro giovani vite accadono cose gravi o dolorose o troppo pesanti. le cause possono essere le più diverse. Può trattarsi di un blocco della crescita a seguito di problemi di salute o di ambiente, possono intervenire traumi, malattie, disagi, può essersi manifestata qualche situazione patologica, o possono essersi presentate complicanze nel sistema familiare, come nel caso di separazioni, divorzi, perdite, nuove nascite, traslochi, variazioni del clima abituale.

I bambini sono estremamente attenti al loro ambiente di vita, a tutto ciò che può cambiarlo o trasformarlo. Sono sensibilissimi al clima emotivo che li circonda, hanno una straordinaria capacità di cogliere gli stati d'animo di chi sta loro intorno, respirano l'atmosfera di casa.

 

Scegliere un analista transazionale infantile

Anche a voi genitori può succedere di attraversare tempi in cui mancano l'energia, l'ottimismo, la forza e la fiducia necessarie a sostenere le fatiche esistenziali dei vostri figli. E' in questi momenti che può essere utile incontrare un terapeuta dei bambini.

Se la vostra scelta cadrà su un analista transazionale infantile, questo professionista accoglierà il piccolo tenendo in gran conto l'impianto familiare, il vostro stile educativo, le convinzioni personali, l'ambiente scolastico.

L'Analisi Transazionale prevede sempre un accordo esplicito rispetto alle modalità operative e premessa ineludibile per un buon accordo è la conoscenza degli elementi essenziali della vita familiare. se sceglierete un analista transazionale troverete una persona dotata di vivacità e intuizione, disponibile a adare e ricevere informazioni adeguate, in grado di offrire un ascolto attento e una atmosfera protettiva mantenendo un atteggiamento genitoriale affettivo sostenente e al contempo saldo e strutturante.

 

Quando e come inizia la terapia con un bambino?

La "terapia" con il bambino inizia con la prima vostra chiamata telefonica perchè da quel momento in avanti in il terapeuta che avete scelto inizierà a "pensare il vostro bambino", a tenerlo a mente, a crearsi una immagine di lui e a farsi un'idea di lui e di voi basandosi sul tono della vostra voce  sulle parole che avete usato. Quando vi incontrerete di persona la prima volta sarà un incontro tra "grandi" e in quella circostanza il teraputa ascolterà ciò che intendete comunicare sul piccolo e sulla sua storia.

Il terapeuta

  • prenderà in considerazione il vostro punto di vista (o i vostri punti di vista se ambedue i genitori sono presenti) e terrà conto delle vostre modalità relazionali,
  • ascolterà le vostre richieste rispetto a un eventuale trattamento o a incontri di sostegno,
  • accoglierà e comprenderà il disagio e la sofferenza.

​Soprattutto, sin dal primo incontro, il terapeuta vi aiuterà a riconoscere le risorse già presenti nel vostro bambino e, parallelamente, il vostro potenziale di aiuto nei suoi confronti.

Il terapeuta vi chiederà probabilmente di fissare alcuni appuntamenti per conoscere vostro figlio, al termine dei quali è previsto un momento corale di valutazione-restituzione ed eventuale programmazione di intervento. In Analisi Transazionale i genitori costituiscono parte integrante del processo di cura, nella convinzione che la terapia con i bambini risulta sicuramente più breve e più utile per ciascun membro della famiglia se i genitori svolgono in qualche misura il ruolo di "co-terapeuti", affiancando il lavoro di analisi e mai perdendo di vista i segnali che possono favorire un cambiamento positivo.

Sarà compito del terapeuta riconoscere e sottolineare i punti di forza e le competenze genitoriali già presenti nella compagine familiare in modo da essere in grado di valutare con voi eventualmente anche possibilità e opzioni diversificate in ambito psicosocioeducativo, stimolando la vostra vena creativo-espressiva. Sarete così in grado di vedere le cose a partire da differenti punti di vista. Sarete orientati a immaginare soluzioni inedite e a mettere in atto una relazione nuova con vostro figlio. Vostro figlio non sarà più soltanto il bambino-problema, ma dventerà un ragazzino da scoprire e da riconoscere nei suoi aspetti interessanti e affascinanti.

 

L'incontro con il bambino

Se deciderete di intraprendere un processo di cura, concorderete un appuntamento per vostro figlio. E' importante che voi genitori prepariate il bambino a questa esperienza nel modo più adeguato a seconda dell'età e del livello cognitivo. Tenete sempre presente che vostro figlio è una creatura senziente e pensante che merita comunicazioni sane, fedeli e precise. 

Nel giorno prescelto, vostro figlio e il suo terapeuta inizieranno il loro viaggio insieme. Sarà un percorso lungo o sarà breve? L'Analisi Transazionale suggerisce che sia il più breve possibile, considerando la naturale tendenza dei bambini a crescere e a evolvere spontaneamente.

 

Il lavoro clinico con i bambini

Lavorando con un minore, il terapeuta deve tenere presente in primo luogo la famiglia al completo, madre, padre, fratelli, zie, zii, nonni, tate, eventuali aiuti domestici. Dovrà avere in mente anche gli insegnanti, il pediatra, gli specialisti, gli allenatori sportivi, in altri termini le figure genitoriali significative di quel particolare bambino. Per ciascun bambino questi personaggi espressamente ricordati, letteralmente citati, costituiranno riferimenti diversi e avranno diverso spessore.

In ogni caso essi compariranno nelle attribuzioni, nei messaggi, nelle ingiunzioni che troveremo nelle storie e nei giochi del piccolo e andranno a costituire parte integrante del suo progetto di vita.

Così, il terapeuta dei bambini diventa testimone dell'intero gruppo famiglia e, attraverso il bambino, un possibile elemento trasformativo del gruppo medesimo. Ogni bambino è di fatto un gruppo. Per questo è auspicabile, e necessaria, un'ampia alleanza terapeutica.

 

Che cosa fa un bambino in terapia?

Il bambino in terapia gioca, disegna, parla (Winnicott, 1971). L'incontro con il bambino offrità una nuova personale versione della storia di famiglia vista con gli occhi del figlio. Convinzione basilare dell'Analisi Transazionale è che ogni persona predisponga per sè uno script, un progetto esistenziale, un abbozzo, un trauma, uno schema orientativo incastonato di messaggi, attribuzioni, modelli provenienti da figure genitoriali significative.

Nell'incontro con il bambino questa trama di copione viene espressa spontaneamente e direttamente nel gioco, nel disegno, nella creazione di storie. Attraverso queste modalità espressive è possibile comprendere in quale modo ciascuna piccola persona interpreta il suo mondo, le sue posizioni esistenziali, le relazioni interne ed esterne.

Se il vostro bambino sta affrontanso momenti difficili di confusione o disperazione, il terapeuta potrà intervenire proponendo esperienze correttive attraverso il gioco o la narrazione di storie, offrendo possibili integrazioni e arricchimenti dei messaggi genitoriali.

La condizione necessaria perchè questo scopo si realizzi è la creazione e il mantenimento di una relazione di fiducia, rispetto e attenzione tra la famiglia, il bambino e il terapeuta senza interventi critici o giudicanti, senza pregiudizi, senza svalutazioni.

E' essenziale sviluppare una forte cooperazione che protegga, nutra, conforti e rassicuri il vostro bambino circa il suo valore piuttosto che finire invischiati in sotterranee manovre competitive.

I bambini hanno diritto a essere ascoltati dai grandi, hanno diritto a informazioni accurate e chiare e soprattutto all'effetto calmante di un genuino riconoscimento di tenerezza e di consolazione.

Questa è l'esenza reale della guarigiobe che incoraggia spontaneità, intimità e autonomia e apre alla possibilità di sentirsi a proprio agio nel mondo (Berne, 1972).

 

Il ruolo dei genitori

Attraverso la terapia, soprattutto se il trattamento sarà supportato con convinzione, determinazione e fiducia da voi e da altre figure genitoriali presenti e attive, vostro figlio trarrà il sostegno nel suo sviluppo emotivo verso una crescita sana e ben equilibrata tra attaccamento e autonomia e acquisirà una rassicurante consapevolezza del suo potenziale creativo, parallelamente a una più adeguata accettazione dei propri limiti.

Il bambino potrà vivere in terapia i grandi permessi della vita: permesso di essere bambino, di essere sano, di crescere, di amare e di essere amato, di pensare, di sperimentare e sperimentarsi, di essere riconosciuto nei suoi valori, di avere successo.

Il terapeuta quindi avrà cura di ricucire, rammendare i fragili fili che possono essersi spezzati tra il piccolo, la famiglia, la scuola, l'ambiente e la comunità di appartenenza, ricostruendo così sane e protettive relazioni sociali. In tal senso, l'interazione tra il bambino in cura e il suo mondo risulterà arricchita e ricreata su nuove basi e questo è nella mia esperienza il vero scopo della terapia infantile.

 

*Munari Poda D., A letter to Parents about Child Therapy, in "TAJ", Vol. 33, n. 1, 2003

AREE DI INTERVENTO PER L’INFANZIA:

  • mutismo selettivo;
  • disturbi dell'apprendimento;
  • bassa autostima;
  • gestione dell'aggressività;
  • balbuzie;
  • difficoltà nel controllo della cacca e della pipì (enuresi ed encopresi);
  • depressione e isolamento;
  • pensieri ossessivi e compulsioni;
  • ansia e fobie;
  • disturbi dell’alimentazione;
  • difficoltà nel ritmo del sonno;
  • disturbi con base psicosomatica;
  • disturbi dell’attenzione e del comportamento (autolesivo, oppositivo);
  • patologie dello sviluppo.
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