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    <title>Blog del Centro Physis Talenti</title>
    <link>https://www.consultoriophysis.it</link>
    <description>Articoli, eventi e progetti</description>
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      <title>Blog del Centro Physis Talenti</title>
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      <link>https://www.consultoriophysis.it</link>
    </image>
    <item>
      <title>La terapia neuropsicomotoria: perché il movimento è strettamente collegato all'apprendimento</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/la-terapia-neuropsicomotoria-perche-il-movimento-e-strettamente-collegato-all-apprendimento</link>
      <description>La terapia neuropsicomotoria, che ad oggi viene utilizzata per sostenere e riabilitare disturbi e difficoltà del neurosviluppo, si è sviluppata sulla base delle scoperte e degli studi fatti in neuropsicologia e neurofisiologia che evidenziano il ruolo del movimento, soprattutto nei primi anni di vita, come precursore di ogni processo d’apprendimento. La terapia neuropsicomotoria fonda la sua pratica su questo costrutto e facilita l’apprendimento di sequenze motorie sia attraverso l’osservazione( il/la bambino/a osservano il terapista eseguire un compito motorio) sia attraverso l’esecuzione differita del compito motorio che viene rinforzata dal terapista che la adatta ai bisogni specifici di quel/la bambino/a, cura l’ambiente in cui questa azione viene appresa, e sostiene la motivazione del/la bambino/a nel fare da solo. Il modo in cui ci muoviamo rappresenta quindi un tratto principale attraverso cui ci presentiamo, costruiamo la nostra identità ed interagiamo con il mondo e con le persone.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Se ascolto dimentico, se guardo capisco e se faccio imparo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Confucio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           terapia neuropsicomotoria,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che ad oggi viene utilizzata per sostenere e riabilitare disturbi e difficoltà del neurosviluppo, si è sviluppata sulla base delle scoperte e degli studi fatti in neuropsicologia e neurofisiologia che evidenziano il ruolo del movimento, soprattutto nei primi anni di vita, come precursore di ogni processo d’apprendimento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Di estrema importanza in questo senso sono stati tutti gli studi effettuati sui
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           neuroni a specchio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (Rizzolatti et al., 1996; Gallese et al., 1996). I neuroni specchio sono una classe di neuroni motori che si attiva involontariamente sia quando un individuo esegue un'azione finalizzata, sia quando lo stesso individuo osserva la medesima azione finalizzata compiuta da un altro soggetto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cosiddetto "sistema specchio" è stato chiamato in causa per spiegare funzioni cognitive complesse come l'acquisizione del linguaggio, la teoria della mente o l'empatia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il quadro generale che emerge da queste evidenze empiriche è il seguente: l’integrazione multimodale sensori-motoria conseguita dal sistema di neuroni specchio mette in essere simulazioni di azioni che vengono utilizzate non solo per l’esecuzione delle stesse azioni, ma anche per la loro comprensione implicita quando sono eseguite da altri. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo significa che il nostro cervello è in grado di simulare azioni prima ancora di eseguirle e questo processo sta alla base di ogni apprendimento che implichi un’azione motoria. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La terapia neuropsicomotoria fonda quindi la sua pratica su questo costrutto e facilita l’apprendimento di sequenze motorie sia attraverso l’osservazione ( il/la bambino/a osservano il terapista eseguire un compito motorio) sia attraverso l’esecuzione differita del compito motorio che viene rinforzata dal terapista che la adatta ai bisogni specifici di quel/la bambino/a, cura l’ambiente in cui questa azione viene appresa, e sostiene la motivazione del/la bambino/a nel fare da solo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A livello neuropsicologico, inoltre, è stato dimostrato come la qualità, la quantità e il tipo di movimento che ogni individuo è in grado di apprendere ed eseguire, è profondamente interconnesso con il suo stato emotivo e dalle sue caratteristiche psicologiche come il temperamento, il carattere e la personalità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il modo in cui ci muoviamo rappresenta quindi un tratto principale attraverso cui ci presentiamo, costruiamo la nostra identità ed interagiamo con il mondo e con le persone. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il movimento rappresenta il mezzo elettivo attraverso cui fin dai primissimi giorni di vita il bambino esplora, conosce, apprende. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ grazie alla sinergia della spinta genetica, della stimolazione ambientale e della relazione con i suoi genitori che il bambino raggiunge le diverse tappe psicomotorie, e la conquista di ogni tappa psicomotoria si relazione intimamente anche con lo sviluppo dell’identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se prendiamo come esempio la tappa fondamentale della posizione eretta, possiamo considerarla solamente come un atto motorio, frutto di competenze muscolo scheletriche che vanno sviluppandosi secondo un programma genetico prestabilito. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma se osserviamo con attenzione lo sviluppo del bambino, ci rendiamo conto che l’atto di mettersi in piedi, è molto di più del semplice atto motorio. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le modalità attraverso cui avviene il raggiungimento di questa tappa sono di fondamentale importanza nel valutare lo sviluppo del bambino in modo completo e globale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bambino che raggiunge la posizione eretta sta a tutti gli effetti stabilendo e comunicando la propria identità, la sua indipendenza e intenzionalità nello spostamento e nel decidere in modo autonomo come, dove e perché spostarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In altre parole il bambino sta mettendo le basi per lo sviluppo di un proprio sé distinto da quello dei genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Concludendo, la qualità e la quantità di esperienze motorie che il bambino fa, specialmente in epoca prescolare, sono di fondamentale importanza per lo sviluppo neuropsicologico e per creare e consolidare circuiti cerebrali che possano essere pronti a supportare la funzioni cerebrali più complesse come l’attenzione, la memoria, il problem solving, l’autoregolazione emotiva, l’integrazione sensoriale, l’apprendimento del linguaggio e le abilità logico matematiche. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Facciamo fare quindi ai bambini tante esperienze motorie in relazione con noi adulti e con i pari, giochiamo con loro il più possibile attraverso il movimento, che muovendoci, il nostro corpo entra in relazione con la nostra anima e ne rivela la sua identità più arcaica e profonda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bibliografia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Rizzolati G., Sinigaglia C.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rizzolati G., Sinigaglia C.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Specchi nel cervello. Come comprendiamo gli altri dall'interno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Stern N. D.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il mondo interpersonale del bambino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Brazelton T. B.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bambino da 0 a 3 anni. Guida allo sviluppo fisico, emotivo e comportamentale del bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Winnicott D. W.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gioco e realtà
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Aucouturier B.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pratica psicomotoria. Rieducazione e terapia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Jan 2023 15:17:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.consultoriophysis.it/la-terapia-neuropsicomotoria-perche-il-movimento-e-strettamente-collegato-all-apprendimento</guid>
      <g-custom:tags type="string">disturbi del neurosviluppo,motivazione,terapia neuropsicomotoria,movimento,bisogni del bambino,apprendimento</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PUZZLE: I BENEFICI PER LO SVILUPPO DEI BAMBINI</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/puzzle-i-benefici-per-lo-sviluppo-dei-bambini</link>
      <description>I puzzle rappresentano una risorsa preziosissima per i bambini, perché possono aiutarli nella fase più importante della loro crescita ...</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Puzzle: i benefici per lo sviluppo bambini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I puzzle per i bambini hanno innumerevoli effetti positivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giocare con i puzzle già in tenera età:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            influenza positivamente i processi mentali;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            stimola la motricità fine e le capacità cognitive;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            migliora la coordinazione occhio-mano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giocando con i puzzle i bambini esercitano la concentrazione e la pazienza; imparano, inoltre, a risolvere i problemi con un approccio strategico e strutturato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La loro capacità di concentrazione e la memoria, soprattutto quella a breve termine, migliorano, aumentando anche la perseveranza e la capacità di sopportare la frustrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 24 Mar 2022 06:14:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STORIE IN VOLO. Spunti di lettura in psicoterapia. Secondo volume</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/storie-in-volo-spunti-di-lettura-in-psicoterapia-secondo-volume</link>
      <description>Questo albo illustrato racconta la disavventura accaduta al mostro dei colori, che ha mescolato le emozioni al punto da creare un tale groviglio che lui stesso è ora confuso e stralunato. Perché le emozioni non funzionano se sono tutte aggrovigliate e quindi bisogna disfare l'ammasso, compito che il mostro svolgerà aiutato da una volenterosa bambina che lo assiste non solo nel rimettere a posto i vari sentimenti, ma anche nell'associare a ognuno il proprio colore.</description>
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         "I colori delle emozioni"
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anna Llenas (2012)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco il secondo volume di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            STORIE IN VOLO.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Spunti di lettura in psicoterapia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Che cosa ha combinato il mostro dei colori? Ha mescolato le emozioni e ora bisogna disfare il groviglio. Riuscirà a rimettere a posto l'allegria, la tristezza, la rabbia, la paura e la calma, ognuno con il proprio colore?
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Voce narrante: Patrizia Fiori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Video ed effetti sonori: Enrico Roselli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Effetti video: Alfonso Nobilio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/ae83bcd52df942d0b27e82683a7a94b1/dms3rep/multi/IMG_2139-259375c6.jpg" length="348347" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2020 16:13:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.consultoriophysis.it/storie-in-volo-spunti-di-lettura-in-psicoterapia-secondo-volume</guid>
      <g-custom:tags type="string">i colori delle emozioni,calma,emozioni,sentimenti,mostro dei colori,gioia,paura,libro per bambini,rabbia (Nuovo tag),tristezza</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/ae83bcd52df942d0b27e82683a7a94b1/dms3rep/multi/IMG_2139-259375c6.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/ae83bcd52df942d0b27e82683a7a94b1/dms3rep/multi/IMG_2139-259375c6.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STORIE IN VOLO.                                   Spunti di lettura in psicoterapia. Primo volume</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/storie-in-volo-spunti-di-lettura-in-psicoterapia-primo-volume</link>
      <description>Alcuni libri per bambini hanno qualcosa da insegnare anche agli adulti. La voce narrante si fonde con musica ed effetti sonori per creare un'atmosfera che permetterà di rendere vive le pagine dei libri. Un testo poetico illustrato che invita a superare i limiti della realtà quotidiana con la forza dell'invenzione.</description>
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         "Domani inventerò"
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agnès de Lastrade, Valeria Docampo (2014)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         Ecco il primo volume di 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           STORIE IN VOLO. 
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Spunti di lettura in psicoterapia
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partiamo col raccontarvi "Domani inventerò", un albo illustrato poetico che parla dei confini e del loro superamento attraverso l'uso della creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Voce narrante: Matilde Orsecci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Video ed effetti sonori: Enrico Roselli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Effetti video: Alfonso Nobilio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/ae83bcd52df942d0b27e82683a7a94b1/dms3rep/multi/30fb38cb-0840-44f3-bfaf-fc396f813340-8eba05b5.JPG" length="1278105" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 12:13:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.consultoriophysis.it/storie-in-volo-spunti-di-lettura-in-psicoterapia-primo-volume</guid>
      <g-custom:tags type="string">domani inventerò,invenzione,libri per bambini,albo illustrato,noia,lacrime (Nuovo tag),creatività,sogni</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/ae83bcd52df942d0b27e82683a7a94b1/dms3rep/multi/30fb38cb-0840-44f3-bfaf-fc396f813340-8eba05b5.JPG">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PIZZICA, BATTI E SUONA  ♪ LA RELAZIONE MUSICALE COME SPAZIO EMPATICO DI APPRENDIMENTO ALL'INTERNO DI UN PERCORSO DI CURA NELL'OSPEDALE PEDIATRICO</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/sfrutta-al-meglio-la-nuova-stagione-seguendo-queste-semplici-linee-guida</link>
      <description>Nelle pagine di questo articolo racconterò la mia esperienza di musicista in corsia presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. La Musica in Ospedale fa parte di un progetto più ampio che prende il nome di Play Therapy, in cui rientrano attività complementari alla cura sanitaria ospedaliera quali la Ludoteca, i Clown in Corsia, la Pet Therapy e l'Ortogiardino.  Nello specifico prenderò in considerazione le possibilità e gli aspetti di apprendimento che ruotano intorno alla relazione musicale, osservandoli da una prospettiva analitico transazionale.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Nelle pagine di questo articolo racconterò la mia esperienza di musicista in corsia presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. La Musica in Ospedale fa parte di un progetto più ampio che prende il nome di Play Therapy, in cui rientrano attività complementari alla cura sanitaria ospedaliera quali la Ludoteca, i Clown in Corsia, la Pet Therapy e l'Ortogiardino.  Nello specifico prenderò in considerazione le possibilità e gli aspetti di apprendimento che ruotano intorno alla relazione musicale, osservandoli da una prospettiva analitico transazionale. 
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;font&gt;&#xD;
          
             “Avvicinarsi ad un bambino e alla sua famiglia in funzione di “cura” significa costruire una relazione con l'ambiente vitale, creare un concerto a più voci, individuare e distinguere gli interventi, rispettare i tempi.
            &#xD;
        &lt;/font&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;font&gt;&#xD;
          
             L'incontro potrebbe configurarsi come un concerto: tante voci, tanti suoni, diverse tonalità. Bisogna apprendere a fare musica insieme.” 
            &#xD;
        &lt;/font&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;font&gt;&#xD;
          
             Dolores Munari Poda
            &#xD;
        &lt;/font&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cosa ci fa un musicista nei reparti dell' ospedale?
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Ognuno di noi in un qualche momento della propria vita ha potuto sperimentare il forte potere evocativo della musica. Provate a ripescare un ricordo di questa esperienza. Forse essa ha tirato fuori un'emozione che aveva bisogno di esprimersi, forse l'ha accompagnata e cullata, sostenuta, raccontata a qualcuno che ci è caro.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           LA MUSICA È UN LINGUAGGIO CHE ARRIVA LÀ DOVE LE PAROLE NON ARRIVANO, RAPPRESENTANDO UN CANALE PRIVILEGIATO DI COMUNICAZIONE.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           All'interno dell'ospedale pediatrico, la musica diventa il mezzo attraverso cui bambini e adolescenti possono esprimere le proprie emozioni, il proprio stato d'animo, "contagiando" spesso i genitori e le figure che si prendono cura di loro nel periodo di ospedalizzazione. La figura professionale che permette lo svelarsi di tale esperienza è il musicista in corsia, che nel suo bagaglio ha la formazione di alto livello in uno strumento musicale e la formazione specifica per lavorare nel contesto pediatrico ospedaliero. Quest'ultima comprende un raggio più ampio di competenze tecniche in campo melodico, armonico e ritmico tra cui l'utilizzo della voce, la capacità improvvisativa, l'utilizzo di percussioni, le body percussion, e di competenze emotive quali l'empatia, la sintonizzazione emotiva, la capacità di saper leggere una determinata situazione e riconoscere le emozioni.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           L'attività del musicista si svolge presso i reparti di Pronto Soccorso, Prelievi, Degenze, Chirurgia, Neurosensoriali, Oncoematologia, Neuro-oncologia, Trapianto Midollo Osseo, Odontostomatologia, Terapia Intensiva Neonatale, Rianimazione, Subintensiva, Day Hospital Chirurgico, Malattie Dismetaboliche e Ambulatori. Incontrando quotidianamente moltissime persone egli instaura con loro, ed in particolare con i piccoli e giovani pazienti, una relazione che non utilizza quasi mai il linguaggio vocale, ma si avvale di quello musicale, paralinguistico, cinesico e prossemico. Durante il suo intervento il musicista utilizza in modo integrato i tre stati dell'Io Genitore, Adulto e Bambino e, mantenendo vispo il Piccolo Professore che intuitivamente coglie il clima emotivo di una camera, crea una relazione con ogni nucleo familiare, facendo una proposta musicale specifica e consona rispetto alla situazione che incontra, utilizzando intuizione e capacità relazionali, il proprio strumento musicale, la sua voce, ed altri strumenti a percussione o oggetti sonori che porta con sé all’interno di un giacchetto colorato multitasche. Il suo intervento cambia quindi a seconda dei reparti in cui lavora, la richiesta specifica che può essergli fatta in quel momento come l'addormentamento o il risveglio del paziente, distrazione, stimolazione, rilassamento, insegnamento, il paziente e la famiglia che incontra.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Suonare, imparare, guarire
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           L'intervento musicale veicola un messaggio di Okness, non c'è un modo giusto o sbagliato di fare musica, “l'errore” viene colto, sviluppato e trasformato attraverso l'improvvisazione. Gli strumenti a percussione sono facilmente intuibili e in numero doppio o triplo per tipologia di strumento per poter creare dialoghi e composizioni sonore, in modo che tutte le persone presenti possano entrare nel vivo della musica e suonare. Il musicista fornisce il permesso di giocare e suonare all'interno di un contesto poco familiare e sanitario, di essere libero nell'espressione musicale, di poter esplorare le dinamiche piano-forte, i ritmi, il permesso di inventare.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           La musica entra nella relazione, confluisce a più livelli creando uno spazio empatico che permette l'espressione di qualcosa che si crea insieme. Questo spazio empatico e di sintonizzazione emotiva, genera uno scambio relazionale ricco, pieno, in cui sono protagonisti suoni e gesti musicali. Qui si apre una finestra sulla possibilità di apprendimento, che si rivela reciproco tra il musicista ed il paziente ospedalizzato. Il musicista fa una proposta musicale scegliendo sul momento un brano dal proprio repertorio in base al contesto situazionale ed emotivo, lo modifica inserendo un momento di improvvisazione e di presentazione di un oggetto sonoro o strumento percussivo mostrandone le possibilità sonore, lasciando uno spazio in cui l'altro può rispondere ripetendo la proposta o creando una sequenza nuova. Il musicista esce dall'intervento musicale arricchito, con un'ulteriore esperienza relazionale musicale appresa, mentre il paziente ha appreso per modellamento e sperimentato un senso di autoefficacia nel suonare uno strumento spesso per lui completamente nuovo.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           L'apprendimento avviene all'interno di un intervento strutturato ma elastico, che permette versatilità a seconda della circostanza e possibilità di improvvisazione in un tempo ed uno spazio creativo in relazione. La struttura conferisce un senso di sicurezza e contenimento, all'interno della quale si rende possibile il disvelarsi della composizione musicale. L'intervento coinvolge sia i piccoli e i giovani pazienti che i genitori o gli accompagnatori, i medici, gli infermieri, i fisioterapisti, gli oss. Il clima emotivo della stanza spesso cambia in seguito all'intervento, si trasforma, le energie vengono ridistribuite: qualcuno modifica il proprio umore e si attiva divertito, qualcun' altro si rilassa e si addormenta. Talvolta vengono lasciate delle “tracce sonore”, ovvero strumenti costruiti con materiale ospedaliero di riciclo, che i pazienti ed i loro genitori possono continuare a suonare durante la degenza ed una volta tornati a casa.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            L'armadio della musica
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Tra i numerosi progetti attivati di musica in corsia, ne esiste uno specifico dedicato alle lezioni di musica. Nel reparto di Oncoematologia dell'ospedale è presente un armadio rosso, pieno di strumenti musicali di misure diverse tra cui violini, viole, violoncelli, flauti dolci e traversi, sassofoni, clarinetti, chitarre acustiche, batteria, chitarra basso e pianoforte elettrico. Questi strumenti vengono messi a disposizione per i bambini ed i ragazzi che dovranno affrontare cicli di cura in reparto e in day hospital: prendendo un accordo reciproco per un progetto a lungo termine, i musicisti insegneranno loro a suonare lo strumento scelto oppure porteranno avanti l'insegnamento musicale se il giovane paziente già pratica musica nella sua vita quotidiana. Si crea così un ponte tra l'esterno e la vita all'interno dell'ospedale, portando nella vita delle famiglie e dei pazienti un senso di continuità e progettualità nel futuro.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           IL MUSICISTA LAVORA CON LA PARTE SANA DEL BAMBINO E DELL'ADOLESCENTE, CON LE SUE RISORSE, CON LA “PHYSIS”, LA FORZA VITALE POSITIVA E CREATIVA.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Suonare ed imparare uno strumento durante un momento così delicato della propria vita, rappresenta un fattore sociale che promuove lo sviluppo di resilienza, intasa come quella capacità che le persone hanno di affrontare e superare un trauma e le difficoltà della vita. Per i bambini ed i ragazzi la lezione di musica può diventare il momento “clou” della giornata, tra una seduta di chemioterapia e una visita medica o un prelievo del sangue. L'approccio didattico è all'insegna del divertimento e del fare musica insieme, della flessibilità ed elasticità, tenendo ben presenti il maggior numero di variabili possibili. Tra maestro, allievo e genitori si veicolano, attraverso il modo di stare in relazione, le posizioni esistenziali “Io sono OK, tu sei OK.. suoniamo!”. Si crea quello spazio relazionale adatto all'apprendimento in una situazione così particolare e delicata, pieno di empatia, carezze, emozioni, sintonizzazione emotiva e creatività. Genera un sentimento di commozione vedere quali energie e quali forze i giovani pazienti tirano fuori pur di imparare una diteggiatura nuova, un fraseggio o semplicemente produrre suoni e ritmi divertendosi insieme al musicista. Una volta usciti dall'ospedale, in molti proseguono lo studio musicale e, quando vi tornano per le visite di controllo, sanno che prima o dopo la visita potranno fare la loro lezione di musica.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Genitori Musicali in T.I.N.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale è in corso un progetto sperimentale che prende il nome di “genitori musicali”. I diretti interessati sono infatti i genitori di bambini prematuri o nati con patologie mediche e chirurgiche proprie del periodo neonatale. I musicisti insegnano ai gruppi di neo-genitori ninne nanne e filastrocche da cantare ai loro piccoli, costruiscono insieme uno strumento musicale adatto all'età da poter suonare in reparto, vicino all'incubatrice o alla cullina, per accompagnare il canto appreso. Durante il gruppo i brani vengono fatti propri grazie alla ripetizione del canto strofa dopo strofa, vengono riproposti in movimento e nell'interazione con gli altri, infine si utilizzano tecniche di role playing per far sperimentare ad ogni partecipante sia la posizione del neonato che quella del genitore. La relazione è ancora una volta centrale e diventa veicolo dell'apprendimento, che in questo caso è a cascata: dal musicista al genitore, dal genitore al piccolo paziente. I genitori ampliano il proprio bagaglio di conoscenze ed imparano a dare “carezze sonore” al proprio neonato, sperimentano un modo nuovo e diverso di stare in relazione con lui. Dall'altra parte, il piccolo paziente è nutrito da un ambiente arricchito ed ha la possibilità di incamerare e riconosce gli stimoli che gli vengono via via forniti.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           La missione del musicista in corsia diventa quella di trasformare l'esperienza in ospedale, per quanto difficile e complessa, rendendola arricchente e connotata da un punto di vista dell'apprendimento e della crescita, sia individuale che familiare. Ancora, creare e portare continuità all'interno dell'ospedale con il fuori dall'ospedale, fare della malattia una opportunità.
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Bibliografia:
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           BERNE E., Principi di terapia di gruppo, Astrolabio, Roma, 1986
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           KÜBLER-ROSS E., Imparare a vivere, imparare a morire. Riflessioni sul senso della vita e sull'importanza della morte, Armenia, Milano, 2001
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           PERONDI A., La musica in ospedale. Un progetto e i primi risultati. Quaderni ACP, Associazione Culturale Pediatri, 2005; volume 12(5): +39 3200507576
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           PIERINI A., Da grande farò il ventilaio. L'Analisi Transazionale nella cura dei bambini, Alpes, Roma, 2015
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           ROMANINI M.T., Costruirsi persona, La vita felice, Milano, 1999
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           STEWART J., JOINES V., L'analisi transazionale: guida ai rapporti umani, Garzanti, Milano, 2010
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           WINNICOTT D. W., Gioco e realtà, Armando Editore, Roma, 2001
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Sitografia:
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           www.athenaeummusicale.it/Cooperativa/MusicainCorsia.htm
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Oct 2018 09:32:30 GMT</pubDate>
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      <title>SULLA COLLINA</title>
      <link>https://www.consultoriophysis.it/rimani-in-contatto-con-i-visitatori-del-tuo-sito-e-aumenta-la-fidelizzazione</link>
      <description>Vi proponiamo una lettura divertente e delicata per accompagnare i vostri bambini quando si sentono pervasi dalla GELOSIA o dalla RABBIA perché è arrivato in classe o nella cerchia degli amici un NUOVO COMPAGNO, che all’inizio proprio non piace.. SGRUNT!!</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Uto e Leo sono grandi amici.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Passano ore e ore sulla collina, giocando insieme.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Un giorno arriva Samu. Non li conosce, vorrebbe giocare con loro.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Possono due amici diventarne tre?”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          E anche per quest’anno è iniziata la scuola, con il suo bel carico di novità, che a volte portano con sé NUOVI AMICI! I genitori lo sanno bene, quando si tratta di amicizia tra bambini a volte tutto scorre meravigliosamente liscio, altre volte invece.. ahi ahi! risulta proprio difficile aiutare i figli ad accettare i cambiamenti che avvengono intorno a loro.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Vi proponiamo una lettura divertente e delicata per accompagnare i vostri bambini quando si sentono pervasi dalla GELOSIA o dalla RABBIA perché è arrivato in classe o nella cerchia degli amici un NUOVO COMPAGNO, che all’inizio proprio non piace.. SGRUNT!!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il libro può essere adatto anche per le famiglie allargate, quando arrivano nuovi fratelli o sorelle insieme ai compagni di mamma e papà. 
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          "SULLA COLLINA” di Linda Sarah e Benji Davies, Premio Andersen 0-6 anni, è un libro illustrato che parla di amicizia e gelosia, di condivisione, alleanza e cooperazione, di natura e gioco all’aria aperta, di autonomia e di bambini coraggiosi. 
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 20 Sep 2018 08:32:30 GMT</pubDate>
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