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Ritardo del linguaggio

I disturbi del linguaggio rappresentano i disturbi più frequenti nei bambini tra i 2 e i 6 anni di età. L’età di 3 anni rappresenta una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “ Parlatori Tardivi ” o “Late Talkers” e i bambini con un possibile DSL (Disturbi specifici del Linguaggio).

I Parlatori Tardivi sono una categoria di bambini che parla poco, che produce meno di 50 parole all’età di 24 mesi, oppure che ne esprime più di 50, ma in assenza di combinazione di due o più parole come abbozzo delle prime frasi. In alcuni casi, i Late Talkers possono gradualmente normalizzare e recuperare il linguaggio senza necessità d’interventi specifici, mentre in altri possono permanere nella fragilità e rivelare un Disturbo Specifico del Linguaggio. In quest’ultima circostanza, si tratta di bambini con un vocabolario limitato rispetto ai coetanei, con difficoltà nella coniugazione dei verbi e nell’utilizzo di articoli e alcuni tipi di pronomi. 

Il RITARDO DEL LINGUAGGIO  è una condizione in cui il bambino non ha ancora imparato l’uso del linguaggio verbale come atteso per la sua età, ma lo sviluppo psicomotorio complessivo non presenta problemi o difficoltà particolari né segni e o sintomi di malattie neuropsichiche e sensoriali che coinvolgano il linguaggio. Dev’essere di norma il medico specialista in neuropsichiatria infantile ad escludere altre diagnosi neurologiche. 


QUANDO RIVOLGERSI AL LOGOPEDISTA

Bisogna porre attenzione ai seguenti campanelli d'allarme:

 

  • assenza della lallazione;
  • scarsa comunicazione gestuale;
  • a 12 mesi il bambino mostra difficoltà di comprensione del linguaggio;
  • a 24 mesi il bambino produce meno di 10 parole e ha difficoltà di comprensione;
  • a 30 mesi produce meno di 50 parole e non inizia a combinare insieme due parole, per esempio: "voglio palla!" e ha difficoltà di comprensione;
  • a 3 anni il bambino non riesce a produrre frasi oppure produce frasi con lunghezza inferiore a tre parole;
  • a 4 anni non produce bene alcuni suoni (es. dice tole anzichè sole, ana anzichè rana), oppure inverte le sequenze delle sillabe all'interno delle parole (es. poto anzichè topo).

 

In presenza di questi indicatori si può ipotizzare un ritardo del linguaggio, è consigliabile che il bambino venga valutato, monitorato ed eventualmente seguito da un logopedista. L'intervento precoce è importante anche per prevenire possibili ripercussioni nell'apprendimento della lettura e della scrittura.

Disturbo specifico del linguaggio e disturbo fonetico-fonologico

Il disturbo specifico del linguaggio (DSL) rappresenta un quadro caratterizzato da un disordine in uno o più ambiti dello sviluppo linguistico, in assenza di deficit di natura sensoriale, motoria, affettiva e importanti carenze socio-ambientali. Il disturbo può manifestarsi sia in una che in tutte le componenti formali linguistiche (fonetica, fonologia, semantica, morfologia, sintassi) sia nelle componenti funzionali del linguaggio( pragmatica, dialogica, narrativa) con un'evoluzione nel tempo che varia rispetto alla gravità e alla persistenza del disturbo. 

Una difficoltà relativa all' acquisizione del linguaggio è il disturbo specifico dell'articolazione e dell'eloquio, spesso definito anche disturbo fonetico-fonologico;  è una difficoltà che porta il bambino a produrre i suoni della lingua (fonemi) in modo scorretto e non adeguato alla sua età. Le varie alterazioni che un bambino può compiere a livello di questo sistema linguistico possono far sì che l’ eloquio diventi talvolta poco comprensibile. Entro i 4 anni di età il bambino dovrebbe aver acquisito tutti i fonemi e dai 4 anni dovrebbe aver stabilizzato la pronuncia degli stessi.

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